REAL ESTATE PHOTOGRAPHY – PENTHOUSE BOSCO VERTICALE

Nel Luglio 2026, un’importante agenzia real estate milanese mi ha commissionato uno shooting fotografico, di una penthouse di pregio situata all’ultimo piano di uno dei due palazzi iconici del Bosco Verticale. Le due torri residenziali, progettate dall’architetto milanese Stefano Boeri,  rappresentano “(…) il prototipo di un nuovo formato di biodiversità architettonica che pone al centro non solo l’essere umano, ma anche la relazione tra l’uomo e le altre specie viventi”. Terminate nel 2014, sono presto diventate uno dei simboli della “nuova” Milano internazionale che, di là a breve, avrebbe ospitato l’Expo 2015, ovvero l’evento che ha definitivamente cambiato il profilo della città, donandogli un nuovo appeal.

Il progetto ospita una varietà di appartamenti da 60 a 400 mq, ciascuno con caratteristiche e configurazioni diverse, in cui la flessibilità è elemento chiave. Lo shooting fotografico real estate realizzato nella Penthouse al 18° piano della torre più bassa, si compone di vari volumi e spazi che comunicano tra loro anche grazie alle ampie terrazze, in un continuum architettonico che ha come finalità ultima il dialogo tra interni ed esterni.

La realizzazione del servizio fotografico di interni, è stata pianificata nei minimi dettagli. Dal punto di vista logistico (per illustrare al meglio l’esposizione alla luce dei vari ambienti) e nella cura dei dettagli (sia per quanto riguarda gli arredi sia per lo styling che ha accompagnato le fotografie), ogni scatto doveva mostrare l’esclusività della location, la sua unicità e il valore specifico di uno degli attici più esclusivi di Milano.

L’attico si compone di un grande living, che si affaccia direttamente sulla zona dei nuovi grattacieli milanesi, la cosiddetta Porta Nuova District, uno dei più vasti interventi di rigenerazione urbana e architettonica all’interno del centro direzionale di Milano. Lo stile degli arredi è di gusto Neoclassico, con alcune concessioni alla modernità, come l’ampio camino in marmo comandabile a distanza, così come tutte le luci della sala.

Le camere da letto sono 4, di cui tre poste agli angoli dell’edificio, in modo da permettere un’ampia vista sullo skyline milanese. La camera padronale, alla quale si accede direttamente dal living, si affaccia ad est, mentre le altre tre camere sono disposte a nord ed ovest. La tipologia degli arredi varia, ma tutte si caratterizzano per il dialogo con l’esterno; questo è garantito dall’accesso diretto alle terrazze grazie alle ampie vetrate mobili a scorrimento.

I bagni sono 4, con finiture pregiate, in marmi di vari colori e legno. Il bagno padronale è il più ampio e si caratterizza per l’ampia vetrata esposta a nord. Questo e quello della seconda camera padronale, comunicano direttamente con la zona notte. Gli altri due sono invece separati dalle camere e si collegano con il living e con la zona diurna costituita dalla cucina e dallo studio.

L’attico si completa con i due guardaroba dedicati alle camere, la cucina in via di ristrutturazione e lo studio.

Un capitolo a parte spetta alle terrazze, che circondano l’appartamento su tre lati (l’unico lato dell’edifico sprovvisto è quello che si affaccia ad ovest). Queste comunicano con l’interno della Penthouse grazie alle ampie vetrate e garantiscono una splendida vista su tutto lo skyline milanese. La distribuzione e dimensione dei balconi e, quindi, la composizione delle facciate delle due torri, è definita proprio in base allo sviluppo previsto delle chiome degli alberi, affinché le piante possano crescere e prosperare nello spazio garantito dallo sfalsamento dei balconi. Come specificato dallo stesso architetto Boeri, “(…) le facciate non sono solo superfici, ma spazi tridimensionali, anche dal punto di vista estetico e temporale, grazie ai cambiamenti ciclici e morfologici di colore e dimensione delle piante”.

Lo shooting immobiliare ha richiesto poi altre due giornate piene di post-produzione delle immagini, finalizzate alla calibrazione delle luci, alla rimozione di elementi antiestetici che non era possibile eliminare durante le riprese fotografiche e altri interventi richiesti dal cliente durante la fase di finalizzazione del lavoro. Il risultato è stato molto apprezzato sia dall’agenzia che dalla proprietà.

Testo e foto © Brando Cimarosti Photography

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