Family Tradition

Su Tuscan Home & Living la dimora di famiglia dell’imprenditrice veneta Elisa Gera.

Nell’apertura del servizio l’antica facciata della casa

Tra ulivi e lavande, in mezzo ai vigneti che danno il prosecco, cedri e tantissime varietà di rose. Elisa Gera, una risata da bambina e l’ aspetto da adolescente, tutto il tempo libero che ha lo passa così, a seguire i suoi campi e il giardino della sua villa veneta nascosta sui colli sopra Conegliano. E la signora Acca Kappa, quella delle spazzole, spazzolini, saponi e prodotti da toilette. L’amministratore delegato è il presidente dell’ azienda, ma soprattutto la sua salvatrice: «È la mia passione, la mia vita, la mia storia. Non è il guadagno, non sono gli affari a tenermi incollata qui: è la soddisfazione che provo ogni giorno a vedere che sono riuscita a continuare quello che hanno cominciato i miei avi, constatare che andiamo avanti un po’ ogni giorno».

Acca Kappa è nata 152 anni fa. Nel 1869 un mercante veneziano di origini prussiane, Hans Krull, nonno della mamma di Elisa, fondò a Treviso la premiata ditta Acca Kappa. Produceva spazzole per capelli in legno di faggio e altre più preziose in ebano Makassar, o in legno di Kotibé, tutte rifinite a mano. Negli anni ’90 l’ azienda ha rischiato di veder finire la propria storia. Ed è allora che Elisa è diventata imprenditrice.

Il living con caratterizzato da travi a vista è l’ambiente preferito dalla padrona di casa

Nata a Venezia, cresciuta a Conegliano, un fratello più vecchio, Elisa è rimasta orfana a 10 anni. Anche il padre era un imprenditore, ma nel settore tessile; la mamma, invece, era una degli eredi della Krull, ma la sua era una generazione in cui le donne stavano a casa. Elisa, fin da bambina, sognava invece di fare un lavoro avventuroso. «Ho scelto il liceo linguistico, mi sembrava il modo migliore per prepararmi al mio futuro da giramondo». Voleva fare la giornalista, e dopo il diploma, ragazza bene di buona famiglia, è andata a studiare negli Usa, a alla Boston University School of Communication. Quattro anni importanti, poi un’ esperienza di lavoro a Parigi, all’ agenzia di pubblicità Thompson.

Ma a 23 anni matura la svolta: «Dell’ azienda di spazzole, nella mia famiglia, non si occupava più nessuno. Era mancato il nonno, avremmo dovuto venderla ma io ero troppo legata alla nostra storia per lasciar perdere. Avevamo e abbiamo dei dipendenti meravigliosi. Piero Guadagnin è stato il nostro direttore per più di 40 anni, era una sorta di patriarca. Sono tornata a casa e sono entrata in fabbrica». Anni mica facili: quell’ aria da eterna bambina non aiutava, c’ era per cominciare da fare una battaglia con gli altri eredi e poi c’ era tutto da imparare. Nel ‘ 96 Elisa riesce a comprare l’azienda e a diventare la numero uno. «Per fortuna ero molto giovane e molto umile. Per questo, forse, tutti mi hanno aiutato e ancora oggi io non mi sento la padrona, ma una che lavora insieme a un gruppo magnifico». Pian piano, ha dato all’ Acca Kappa la sua impronta: «Abbiamo diversificato il mercato della spazzola, che già allora era molto concorrenziale. Noi siamo molto orgogliosi di conservare tutta la nostra produzione in Italia».

In questa doppia pagina, a sinistra la cucina con il grande tavolo proveniente dall’azienda di famiglia e le sedie di artigianato veneziano; a destra la camera degli ospiti.

Con la sua filosofia ancorata al lusso di nicchia e alla rarità dei suoi prodotti di bellezza è arrivata in Giappone che è meticolosamente attento alla qualità e nel Sud Est Asiatico, fino a realizzare oggi oltre i confini nazionali il 50% del suo fatturato. Dal suo ingresso nell’impresa di famiglia è stata proprio Elisa a promuovere l’internazionalizzazione dell’azienda oggi presente in 60 paesi del mondo. In linea con questa politica glocal i progetti di sviluppo retail di Acca Kappa proseguono in Cina, India e Thailandia, oltre alla Corea dove la società aprirà una boutique nell’aeroporto di Seoul. «Dopo i consensi della nostra clientela di Singapore, delle Filippine, e soprattutto di Hong Kong, una delle nostre piazze principali, abbiamo deciso di crescere in Cina e di espanderci in India, un paese che nel beauty non è ancora così evoluto».

La rete distributiva dell’azienda attualmente conta più di 25 negozi monomarca quasi tutti localizzati in Asia: di questi la metà sono corner in department store e non mancano le boutique negli aeroporti, perché oggi per la società il business del benessere ha messo le ali viaggiando in prima classe. Oggi la strategia dell’azienda prevede una crescita ponderata, mirante a salvaguardare il posizionamento elevato del prodotto che spazia dalle spazzole alle fragranze estratte da fiori e piante squisitamente italiane, il tutto rigorosamente “made in Treviso” (la fabbrica è ancora nel centro di Treviso).

Nella doppia di chiusura del servizio a sinistra Elisa apparecchia la tavola nel vecchio patio sul retro della casa; a destra l’ingresso della casa con le ortensie in fiore..

La giornata comincia con la lettura della posta, poi ci sono le riunioni con i collaboratori, un panino a mezzogiorno, di nuovo contatti e strategie, un controllo in fabbrica, e il ritorno a casa, su per i colli di Collalbrigo. «Fino a prima di avere mia figlia viaggiavo moltissimo e restavo in azienda fino a tardi. L’arrivo di Virginia ha cambiato radicalmente la mia vita: per me è talmente è importante che fatico a dedicarmi all’altro mio grande amore, la fabbrica. Soprattutto quand’era molto piccola non è stato facile conciliare il lavoro con questo sentimento. Ho tenuto duro, ma ogni mattina lasciare la mia bambina era davvero una sofferenza. Adesso va un po’ meglio, ma solo un poco, però». «Essere una donna, non mi ha mai spaventato: credo che alla fine conti quello che uno fa. L’ unica cosa di cui ho paura è quella di non essere all’ altezza. Ma ci provo. Sempre con umiltà».

Interni d’artista

Su Cosmopolitan Decò di Agosto l’abitazione estiva di Renate Schrems, designer e direttrice artistica del marchio Sévigné.

La natura come rifugio, la natura come ispirazione. Uno splendido casolare nei pressi di Pietrasanta, in Toscana, è il buen retiro di Renate Schrems, designer di gioielli di origine tedesca, art director e manager del marchio Sévigné. L’atmosfera bohémien ed estremamente creativa di questa località in provincia di Lucca, ormai nota in tutto il mondo, scelta come residenza da numerosi artisti che lì si sono trasferiti a partire dagli anni Settanta, si respira nell’aria, insieme al profumo di fiori e a quello della menta. L’abitazione scelta da Renate, un tempo conosciuta col nome Le tre sorelle, è circondata da un giardino paradisiaco di oltre 25 mila mq. In lontananza, oltre il bosco, si scorge il mar Tirreno.

Il luogo è sufficientemente isolato da rappresentare un asilo, un luogo ben protetto dove rifugiarsi: si può raggiungere soltanto a piedi, cosa che garantisce quella pace e quella tranquillità che, quando si crea, è desiderabile e necessaria. Dopo aver lasciato la macchina in una piccola radura in mezzo agli alberi, ci s deve inerpicare per un sentiero lungo circa duecento metri e poi, quasi per incanto, ci si trova di fronte alla casa, che dà il benvenuto all’ospite con l’allegria dei suoi colori accesi. In quest’angolo nascosto e selvaggio Renate ha scelto di vivere buona parte della’anno con i suoi due cani, Alma e Paola, per trarre ispirazione e concentrarsi sulle sue creazioni.

Si tratta certo di un posto isolato, ma attenzione a non confondere l’aggettivo con solitario: i due termini, quando si parla del casolare delle Tre sorelle, non sono per nulla sinonimo. Infatti, Renate raramente è sola. Molto spesso la vengono a trovare amici e collaboratori, anche loro incantati dalla natura che caratterizza questa meravigliosa zona d’Italia, con i suoi tipici terrazzamenti coltivati, alberi di acacia, castagni e ulivi secolari. Ad ogni angolo si coglie l’energia della padrona di casa, la sua determinazione e la sua originalità. In ogni dettaglio si vede riflesso tutto il suo mondo, che mescola amore per il lavoro con le mani (artigianato è il termine che preferisce di gran lunga ad arte), gioia di vivere, suggestioni naturali e cultura.

Quando non siede alla scrivania del suo studio, Renate si occupa personalmente del giardino e della vigna dove produce sia vino sia olio. L’abitazione principale è di un sorprendente rosa, che contrasta e fa risaltare le tinte più scure del bosco e il verde acceso del giardino, tinte che si ritrovano però all’interno della casa, una volta varcata la soglia, in una sorta di legame tra il dentro e il fuori che vuole segnare lo stretto collegamento fra la dimora e la terra che la ospita. Dentro casa torna quindi il legno, ma anche il verde, in una sfumatura turchese e delicata che riveste il frigorifero e che rimanda poi alle piastrelle, fatte a mano, del bagno (che prima della ristrutturazione era invece una cucina).

Il richiamo all’arte e all’elemento umano è dato dalle mattonelle bianche e nere dei pavimenti dal disegno grafico vagamente escheriano, che Renate ha recuperato da un antiquario della zona. Ma a creare l’originalità e l’eccezionalità di questa abitazione sono gli oggetti che la designer tedesca ha scoperto e reinterpretato, mescolandoli tra loro senza preoccuparsi della loro origine, ma solo dello straordinario effetto derivante dal loro accostamento. Suggestioni spagnole, messicane, provenzali pervadono la casa. Alcuni acquisti fatti girovagando per il mondo hanno perso completamente il ruolo di souvenir di viaggio per diventare a tutti gli effetti pezzi d’arredo. Le colonne che dividono il soggiorno dalla sala da pranzo provengono da un antiquario di Monaco di Baviera; il portavivande di un aeroplano è stato riadattato a credenza; un mobiletto per il pronto soccorso ha ricevuto il più nobile ruolo di pensile da parete. Pezzi di modernariato si affiancano a mobili dal gusto più classico e tradizionale.

La sala da pranzo è dominata dal grande tavolo in legno e dalle sedie che la proprietaria ha fatto rifoderare e poi da una grande foto in bianco e nero dell’amato jack russel terrier, dono di un amico artista. Le opere d’arte e i ricordi personali, le foto di famiglia e i simboli profani e religiosi (croci, cuori, madonne e teschi, ritornano spesso come soprammobili e sono componenti importanti anche delle sue collezioni di gioielli) stanno gli uni vicino agli altri per dar vita ad un mix sapiente e bizzarro. Poco distante dall’abitazione principale, dietro al pergolato ricoperto da un magnifico glicine, che nelle calde estati toscane garantisce la necessaria frescura agli ospiti, si trova l’ex stalla, trasformata in guest house. Nella camera degli ospiti un originale baldacchino realizzato dalla stessa Renate, vede l’utilizzo di due spade giapponesi. Mentre il bagno sembra essere scavato nella pietra.

In mezzo al bosco, affiancata da due lussureggianti piante di banano, si scopre un piccola ‘piscina’ di forma allungata e color magenta chiaro, omaggio all’architetto messicano Luis Barragan. Il gusto eclettico e l’ironia che pervadono questa dimora di campagna si ritrovano anche nei gioielli ideati da Renate, creazioni per Sévigné, marchio nato a Monaco di Baviera nel 1979. Chi la conosce sa che la sua estetica è fortemente poliedrica ma anche dotata di radici profonde. Ogni pezzo della collezione si ispira all’arte contemporanea, ma soprattutto alla natura, che Renate può ammirare intorno al suo casolare. Quando parla del motivo che l’ha portata a trasferirsi qui la padrona di casa afferma che gli “alberi sono stati la mia terapia!”. Tra le viti che circondano il casolare crescono piante di fichi e prugne, arbusti di lavanda, rose, splendidi oleandri e ortensie bianche e blufagioli, ma anche pomodori cuore di bue e lattuga. E così nella variegata collezione di gioielli creata da Renate si possono trovare foglie di vite di opale rosa, quarzo fumé e pietre di luna finemente cesellate, insieme a tormaline e diamanti a forma di serpente, gatti e jack russel terrier, compagni preferite di Renate.

Nella linea Croco ci sono anche le lucertole, che normalmente si riscaldano sulle pareti e sulle pietre intorno alla casa sotto il sole. E sopra tutto questo, sopra alla casa e ai suoi ospiti, si allarga allo sguardo di quello che è diventato il simbolo del luogo: l’angelo in bronzo che accoglie i visitatori lungo il sentiero. Una sorta di santo patrono che vegli sull’unicità di questo universo in miniatura, che ha già dimostrato di amare e proteggere, salvandolo da un incendio che, qualche anno fa, ha devastato l’area circostante.

“Verde naturale” servizio fotografico di interni

A Lugo di Romagna, un piccolo appartamento cambia faccia grazie all’intervento dell’architetto Alberta Pezzele.

Pubblicato su Cose di Casa di Giugno

Nella foto di apertura il living sui toni del verde

I proprietari di questo piccolo appartamento cercavano idee per un rinnovo degli spazi e dello stile e si sono rivolti all’architetto Alberta Pezzele per una consulenza. Di nuova costruzione, l’appartamento aveva un’aria anonima con un lungo e stretto corridoio d’ingresso che portava direttamente all’angolo cottura. Era chiaro che necessitava di un “vestito su misura” che permettesse di risolvere il problema. L’idea è stata quella di realizzare una parete in legno che isolasse la cucina come una sorta di box comunicante con il soggiorno durante il pranzo e la cena ma isolabile durante il resto della giornata grazie ad un gioco di doghe scorrevoli.

Nella vista da dietro il tavolo, la cucina isolata dal living grazie alla parete in legno scorrevole

L’effetto è stato quello di uno spazio vagamente orientale, sullo stile degli interni giapponesi. I mobili sono stati disegnati dall’architetto Pezzele su misura cercando di mantenere uno stile che si accordasse con la soluzione scelta per la cucina. Un grande armadio in rovere nella camera da letto riprende il tema delle doghe; ai lati dell’armadio sono state ricavate delle mensole circolari una delle quali si allunga sopra il letto creando un appoggio per gli oggetti.

Nei due scatti, dietro al letto, il mobile disegnato su misura dall’architetto Pezzele

Per il bagno si è scelto un rivestimento in resina di Kerakoll e per la doccia una carta da parati floreale Wet System di Wall&Deco.

A sinistra il bagno con il vano doccia ricoperto da una carta da parati floreale; a sinistra il terrazzo allestito come un salotto verandato

Per quanto riguarda le foto degli interni, l’architetto Pezzele mi aveva contattato grazie ad un’amica comune. Data la distanza da Milano non è stato possibile effettuare un sopralluogo prima degli scatti e mi sono quindi preparato, come faccio di solito, per ogni evenienza di luce. L’appartamento era stato preparato appositamente per gli scatti fotografici grazie ad un sapiente lavoro di styling fatto dall’architetto stesso che ha curato personalmente ogni dettaglio.

Il servizio fotografico è durato una giornata intera, fino all’imbrunire, in modo da poter cogliere i vari ambienti nei migliori momenti della giornata. Nel pomeriggio, ad esempio la luce nella sala era completamente diversa e non avrei avuto quell’effetto di morbidezza che volevo ottenere negli scatti.

Lavorare con l’architetto Pezzele è stato molto gratificante e la pubblicazione sulla rivista Cose di Casa è stata la ciliegina sulla torta di una collaborazione che sicuramente avrà un seguito.

Nello scatto originale, la veduta del living dalla cucina
Nel dettaglio la tavola realizzata su disegno dalla falegnameria Baroni come le altre oper in legno della casa
In questo scatto un dettaglio dell’ingresso con le doghe in legno che riprendono la struttura che rivesta la cucina

L’Apparita: un esempio di reportage fotografico per una nota azienda agricola toscana.

In questi scatti uno dei vini di produzione della cantina: il rosato San Michele N. 3

Questo reportage fotografico nasce da una lunga amicizia che mi lega con Cristina vignaiola e proprietaria dell’azienda agricola l’Apparita che si trova circa a 20 chilometri a Nord di Grosseto nel cuore della Maremma Toscana.

Due vedute delle botti in rovere nelle quali viene lasciato ad invecchiare il vino una volta terminata la fermentazione nelle vasche d’acciaio.

In questo splendido podere, noto sin dal rinascimento, dove pare che fosse conteso dalla Repubblica di Siena e lo Stato Pontificio, agli inizi degli anni 2000 la famiglia di Cristina ha intuito e colto la possibilità di avviare un’attività produttiva di olio e vino.

In questo scatto uno scorcio del podere visto dai filari della vigna.

Sfruttando la vocazione turistica della zona, anche grazie alla presenza di un appartamento per gli ospiti prenotabile all’interno della tenuta, L’Apparita è diventato un punto di riferimento per chi vuole godere appieno della splendida atmosfera della Maremma, gustandone i prodotti più tipici.

Una delle camere a disposizioni degli ospiti all’interno della tenuta.

Oltre all’appartamento la struttura offre ai visitatori una meravigliosa piscina con vista sulle colline circostanti e la possibilità di organizzare eventi e manifestazioni al suo interno.

Uno scorcio della piscina con vista sulle colline.
Una delle serate di festa con degustazione organizzate all’interno della tenuta.

Per realizzare gli scatti di questo servizio fotografico è stato necessario tornare alla tenuta in diversi periodi dell’anno per poter cogliere la vigna e il panorama circostante nei suoi mutevoli aspetti. Rigogliosi e floridi d’estate, carichi di uva pronta per la vendemmia al principio dell’autunno.

Un’immagine della vigna vista dal podere.
In queste suggestive immagini in bianco e nero i filari della vigna carichi d’uva poco prima della vendemmia.

Il successo di questa attività, oltre che alla instancabile presenza di Cristina, è dovuta alle capacità manageriale del padre Agostino, già manager di successo del gruppo Luis Vuitton, e della sorella Ilaria che si occupa di marketing e comunicazione.

A sinistra Crisitina all’interno della tenuta; a destra Ilaria sul tetto della Jeep in uno dei filari della vigna.

Ma sopra ogni cosa alla base di questa esperienza sta il grande amore e rispetto di una famiglia per una terra antica piena di tradizione e, nel suo genere unica al mondo…

Fotografia di interni VS fotografia corporate e aziendale


Servizio realizzato presso l’azienda Technoit a Cernobbio
(Photo © Brando Cimarosti)

Recentemente sono stato contattato dalla Technoit SpA una delle aziende leader in Italia specializzata nella distribuzione di elettronica di consumo.

Obiettivo primario della committenza era la realizzazione di un servizio fotografico corporate che prevedesse una serie di scatti dell’azienda, degli uffici e del personale.


Servizio realizzato presso l’azienda Technoit a Cernobbio
(Photo © Brando Cimarosti)

Dopo un rapido consulto con il cliente abbiamo fissato una data nella quale realizzare le foto e stabilito le priorità. In questa fase è stata di grande supporto l’assistenza dell’agenzia GRF che si è occupata dell’ideazione del sito e della gestione dei contenuti.


Servizio realizzato presso l’azienda Technoit a Cernobbio
(Photo © Brando Cimarosti)

Il progetto prevedeva oltre agli scatti della sede ed una serie di ritratti della dirigenza e del personale, la valorizzazione del contesto nel quale è collocata l’azienda. Di qui l’esigenza di spostarsi sul lago nel borgo di Cernobbio per alcuni scatti panoramici da utilizzare nella homepage del sito.


Servizio realizzato presso l’azienda Technoit a Cernobbio
(Photo © Brando Cimarosti)

Il servizio fotografico, a cui è seguita una fase di post-produzione digitale, è un esempio di come attraverso una corretta comunicazione visiva e l’utilizzo delle immagini accattivanti sia possibile valorizzare al meglio il servizio offerto dalla propria azienda e la professionalità di chi lo svolge. Qui di seguito una gallery delle immagini definitive.

Design sostenibile: Goga Ashkenazi & Robbie Antonio


Situata in un palazzo milanese del XVII secolo in Via Bigli, la casa dell’imprenditrice kazaka e proprietaria del marchio di moda Vionnet, Goga Ashkenazi è un vero tesoro nascosto. Dopo aver attraversato una serie di piccoli corridoi, cortili e passaggi pittoreschi, incontro Goga nel suo immenso giardino di 1.000 metri quadrati. Nel giardino una piscina, diversi lettini eleganti, un tavolo esterno dove poter ospitare gli ospiti a pranzo o cena e una grande scultura di una lumaca rossa che punteggia l’elegante scena con eccentricità, suggerendo ciò che si troverà all’interno.

È stato proprio l’ampio giardino luminoso e arioso che ha istintivamente convinto Goga ad acquistare la proprietà, lo stesso istinto che nel 2012 l’ha portata ad acquisire la casa di moda francese Vionnet. Appassionata collezionista d’arte, imprenditrice e personalità mondana, Goga ha recentemente rivolto la sua attenzione all’ambiente, trasformando Vionnet in un marchio completamente sostenibile e costruendo la sua prima casa prefabbricata con Robbie Antonio, agente immobiliare filippino fondatore e CEO di Revolution Precrafted.

Il fronte della casa con la piscina in primo piano
(Photo © Brando Cimarosti)

“C’è un’energia molto speciale in questo posto”, dice Goga della sua casa. “Spero che questo si percepisca.” Ed effettivamente questa energia è presente in maniera marcata. La casa è come un gigantesco parco giochi, un luogo in cui rimanere sempre bambino e dedicarsi alla creatività.

Goga stava cercando casa a Milano da qualche tempo quando si è imbattuta in questo Palazzo. “Doveva essere perfetto – un posto dove poter trascorrere del tempo e che avesse un ambiente molto particolare”, dice. “L’estetica di un luogo influenza ciò su cui sto lavorando. Volevo creare una casa in cui ogni pezzo avrebbe significato qualcosa “.

Inizialmente, Goga ha contattato un designer di interni per aiutarla con la decorazione. Dopo aver collezionato numerosi pezzi d’arte e di design e aver maturato un’idea complessiva dello spazio ha poi deciso di procedere da sola. Amava l’equilibrio che l’edificio offriva tra la natura e la città. “Questa proprietà è l’unica con piscina e giardino nel centro di Milano”, dice raggiante. “Dai un’occhiata a Google Maps e lo vedrai! L’acqua è fondamentale per me. Appena ho visto la piscina e il giardino me ne sono innamorata e ho deciso che questa era la casa giusta per me”. Ha appena piovuto, ma l’acqua azzurra e brillante della piscina circondata da una vegetazione lussureggiante è molto invitante. È difficile credere che siamo nel bel mezzo di una vivace metropoli.

Uno scorcio del living con l’ampia finestra che comunica con il giardino (Photo © Brando Cimarosti)

Gli interni della casa sono altrettanto stravaganti ed esuberanti e riflettono il carattere di Goga. Il design è allo stesso tempo sofisticato e giocoso e immediatamente mi sento come se fossi entrata nella versione per adulti di una lussuosa sala giochi per bambini. “Ogni oggetto in questa casa ha un legame emotivo e personale con me”, afferma Goga. “Alcuni oggetti provengono da gallerie d’arte e di design e altri dai miei viaggi. Riflettono il mio gusto personale e anche il mio carattere. “

Alcuni pezzi di design provengono dai mercatini delle pulci mentre gran parte delle opere d’arte Goga le ha acquistate in fiere come Art Basel e Frieze. “Ogni singolo oggetto ha una sua valenza estetica”, afferma. “Certo, mi piace che gli oggetti nella mia casa abbiano un significato, ma devono anche essere visivamente stimolanti.” C’è la grande scultura con la testa di ippopotamo che sporge dal muro del soggiorno mentre davanti a me, nella sala, c’è un gigantesco divano Edra turchese di Francesco Binfaré che richiama il verde esterno. Un tappeto tessuto a mano in edizione limitata di Verner Panton e un tavolino in vetro commissionato da artigiani locali accentuano la scena così come i numerosi libri d’arte, design, architettura e sulla sostenibilità ambientale. Ci sono anche opere di Lucio Fontana ed Enrico Castellani per dare un contesto visivo e una prospettiva all’arte del XX secolo.

L’ingresso del living con la testa di ippopotamo e altri pezzi iconici della collezione di Goga
(Photo © Brando Cimarosti)

“Ho più di 700 opere d’arte e molte sono in magazzino”, dice Goga sorridendo. “L’ultimo pezzo che ho acquistato è generalmente quello a cui sono più legata.” Lei crede che sia la sinergia delle sue varie opere d’arte e mobili a creare un’energia speciale. “Sembrano tutti combaciare in modo fortuito”, dice. “Ogni pezzo è stato acquistato in un momento diverso della mia vita. Li ho posizionati dove pensavo avrebbero funzionato meglio. Non ho mai pensato prima a dove li avrei posizionati . ” Oltre alle opere di Fontana e Castellani, ci sono grandi dipinti espressionisti astratti e intriganti opere scultoree, tutte collocate con apparente nonchalance,
come fiori in un giardino, nel suo elegante palazzo milanese.

Come l’arredamento della sua casa, Goga è l’incarnazione del ‘non convenzionale’. Nel design della sua casa riecheggia il suo carattere esuberante, in cui è racchiusa la splendida sintesi che ha creato attraverso l’arte, il design, gli affari, la moda e ora l’ambiente. “La mia vita è molto intrecciata con l’arte, la moda e tutto ciò che è creativo”, sorride. Anche il suo background è eclettico. L’imprenditrice kazaka è anche la fondatrice e CEO di MunaiGaz Engineering Group, un gruppo kazako che offre servizi di ingegneria per le aziende dei settori oil & gas, petrolchimico, energetico e metallurgico. Vionnet, il suo marchio di moda, ha sede a Milano e Goga ha studiato al Somerville College di Oxford, dove si è laureata nel 2001 in storia moderna ed economia. Ancora studentessa, dopo aver acquisito Vionnet, ha trascorso un anno in Italia studiando moda, arte, design e lingua italiana.

Goga Ashnenazy ritratta davanti alla grande scala che porta al piano superiore indossa un abito della collezione Vionnet (Photo © Brando Cimarosti)

Come la sua casa, Goga unisce tutte le sue passioni in una. Non c’è molta distinzione – qualcosa che si percepisce immediatamente quando la conversazione salta da un genere artistico all’altro in modo vibrante e coinvolgente. “Fa tutto parte del processo creativo”, afferma Goga. “Tutto è connesso. Madeleine Vionnet, la stilista visionaria che ha ispirato il marchio, è stata definita dal mondo ‘l’architetto della moda’ “. E come Vionnet, Goga crede nell’interdisciplinarità. “Tutto ti aiuta nel tuo viaggio creativo”, sorride. “Quando hai una mente che può portarti oltre e sempre immagini cose nella tua testa – questo è un segno di una mente creativa – si tratta solo di scegliere quale idea realizzare.”

L’acquisizione di Vionnet quasi otto anni fa è stata un passo enorme e Goga ammette di aver sentito la pressione di dover essere all’altezza del creatore del marchio. “Riesci a immaginare? Una ragazza ricca kazaka venuta per giocare alla moda che decide di acquistare una maison francese?! ” esclama. “Il mondo della moda mi aveva accolto ironicamente, ‘Sì, benvenuta!’ All’inizio è stata dura. Adesso in molti si sono resi conto che sono qui per restare “. La moda si adatta perfettamente alla personalità di Goga. La sua silhouette minuta sembra danzare nelle collezioni Vionnet e negli abiti che indossa: il loro stile tagliente ma elegante combinato con tagli e materiali eclettici riflette il carattere unico di Goga.

Lo stile è chiaramente una forma d’arte per Goga. “Per Vionnet c’è sempre una musa che conservo nella mia testa”, dice. “Il marchio non è solo apparenza. È una donna a cui piace vestirsi e che si distingue, ma non in modo ovvio. Gli abiti che questa donna indossa devono riflettere l’eleganza e lo stile naturali “. Come a casa propria, per Goga è fondamentale che il modo di vestire di una donna rifletta il suo carattere. “In Vionnet ci piace creare pezzi senza tempo. Vogliamo essere rivoluzionari nei nostri progetti e anche nel nostro approccio “. Goga e il suo team hanno come obbiettivo che il marchio sia in prima linea nella moda sostenibile. “La parola” sostenibile “finora non è stata definita correttamente”, dice, spiegando come intende delinearla correttamente. La discussione prosegue da un argomento all’altro, con una vibrante dose di intellettualismo. Il palazzo milanese, come la sua proprietaria, è simile a un personaggio immaginario, una donna a cui vorremmo aspirare. “Vionnet è quella donna che vedi in mezzo alla folla che si distingue e di cui vuoi subito saperne di più”, afferma. Le sue opere d’arte, pezzi di design stravaganti ed eleganti si raccolgono intorno a noi come se fossero una folla di spettatori. La stanza dei giochi del bambino ha preso vita. Goga è quella donna in mezzo alla folla. Lei è Vionnet.

HarpersBazaarArabia.com July/August 2019

Photography by BRANDO CIMAROSTI
Words by REBECCA ANNE PROCTOR


Fotografia di interni e residenze estive

In questo periodo il settore del turismo sta risentendo della crisi causata dell’emergenza corona virus e molti proprietari di case vacanze e residenze estive stanno cercando di riorganizzare i propri spazi per far fronte all’emergenza.

Anche dal punto di vista della comunicazione diventa fondamentale adottare nuove strategie comunicative per promuovere i propri spazi in vista di una riapertura che in molti paesi appare imminente. 

Alcune agenzie, ad esempio, si sono  focalizzate principalmente su nuovi media e social networks, altre su media tradizionali come la carta stampata.

Fattore centrale in entrambi gli ambiti rimane la disponibilità di immagini professionali che valorizzino al meglio la struttura ricettiva sia dal punto di vista della fotografia di interni sia per quanto riguarda gli spazi esterni.

Campagne Chic&Broc

In queste pagine proponiamo un estratto dal servizio apparso sulle pagine del magazine francese  CAMPAGNE CHIC&BROC che recentemente ha pubblicato un mio servizio realizzato proprio presso una struttura ricettiva estiva nei pressi di Caltagirone. 

Campagne Chic&Broc è un magazine trimestrale,  pubblicato dalla casa editrice De Montreuil, dedicato alla campagna e all’arredamento outdoor che propone preziosi suggerimenti su come decorare la casa ed il giardino.

Qui sotto alcune pagine del pubblicato

Un esempio di Home Staging

Fondamentale nella preparazione e allestimento degli spazi è stato l’intervento della designer e architetta Paola Favretto che con un sapiente lavoro di home staging ha saputo donare nuova vita e splendore agli spazi interni ed esterni di questa antica dimora. 

Per chi ancora non lo conoscesse, l’home staging, con un sapiente intervento di restyling degli ambienti, mira a suggerire potenziali soluzioni di arredo in uno spazio altrimenti anonimo; il tutto spendendo una cifra contenuta.

Fotografia di interni e fotografia immobiliare

fotografia interni versus fotografia immobiliare

Negli ultimi anni la crisi del mercato ha costretto le principali agenzie immobiliari a riorganizzare le proprie strategie comunicative. Molte agenzie si sono  focalizzate principalmente su nuovi media e social networks, altre su media tradizionali come la carta stampata.

Al centro di questo processo di rinnovamento un ruolo fondamentale è ricoperto dalla fotografia di interni e dalla fotografia immobiliare due ambiti professionali affini ma con alcune differenze sostanziali.

Mentre la fotografia di interni è finalizzata soprattutto a risaltare il lavoro dell’architetto o del designer che si è occupato del progetto di arredo, la fotografia immobiliare ha il compito di descrivere al meglio gli ambienti, invogliando i potenziali clienti e favorendo la vendita dell’immobile.

Fatta questa premessa vediamo come sia possibile promuovere al meglio la propria attività di vendita o di affitto di un immobile attraverso l’utilizzo di servizi fotografici professionali.

DC HOMES – The Dahler&Company Magazine

Il primo esempio che propongo è quello dell’agenzia tedesca DAHLER & COMPANY che recentemente ha pubblicato sul suo magazine DC Homes un mio servizio. 

DC Homes è un magazine semestrale,  pubblicato due volte all’anno, che propone preziosi suggerimenti sulle tendenze del mercato immobiliare e dell’abitare moderno.

Oltre che alle offerte di immobili in vendita selezionati in tutto il mondo, al suo interno vengono presentate alcune dimore di note personalità internazionali capaci di sviluppare il concetto di casa con soluzioni di arredo innovative ed idee originali.

Tra queste la giornalista e trendsetter J.J. Martin ideatrice nel 2015 del blog La DoubleJ, un articolato progetto editoriale dedicato allo shopping vintage ed alle principali tendenze milanesi.

servizi fotografici di interni per il mercato immobiliare

Per una visione completa del servizio fotografico sulla casa di J.J. Martin questo il link sul mio sito.

Magenta 25 – Un esempio di Home Staging

Un’altra strategia di marketing immobiliare che ha preso piedi in Italia recentemente diffondendosi rapidamente, è l’utilizzo dell’home staging abbinato ad un servizio fotografico finalizzato alla vendita o all’affitto.

L’home staging, con un sapiente intervento di restyling degli ambienti, mira a suggerire potenziali soluzioni di arredo in uno spazio altrimenti anonimo; il tutto spendendo una cifra contenuta.

La soluzione che qui propongo è stata utilizzata per valorizzare gli appartamenti del residence Magenta 25 a Milano, un lavoro in sinergia che ha permesso di ottimizzare i tempi consentendo al cliente di far fruttare al meglio il proprio investimento.

 

Magenta 25 appartamenti

Magenta 25 appartamenti

Magenta 25 appartamenti

Magenta 25 appartamenti

Living in Style, servizi fotografici di interni

TeNeues the book

Con grande piacere annuncio la mia partecipazione al libro “Living in Style – How We Live“, edito da TeNeues, con una serie di servizi fotografici di interni sulle dimore di importanti personalità del mondo della moda, dell’arte e del design.

Questo affascinante volume fotografico permette uno sguardo intimo nelle case di creativi, artisti e icone di stile di  tutto il mondo, pubblicate sul magazine Welt am Sonntag e raccolti da Adriano Sack e Dagmar Von Taube.

Tra queste le ville di Brunello Cucinelli a Solomeo in Umbria, il paese in cui lo stilista del cachemire ha fondato la sua azienda, e di Margherita Maccapani Missoni a Mornago a pochi passi dal Lago Maggiore.

Oppure le dimore storiche della designer Susanna Visconti di Modrone, nel cuore della vecchia Milano, e di Andrea e Sandrina Rubelli, in un antico palazzo venezianoPer finire con lo splendido appartamento della blogger e giornalista americana J.J Martin ai piedi della Torre Velasca, sempre a Milano.

Cinque servizi fotografici che descrivono altrettante personalità ritratte nei loro ambienti più intimi e reali.

Il risultato di questo lavoro, come affermano i due autori nella prefazione del libro, è lontano dalle produzioni fotografiche più artefatte in cui “ogni mazzo di fiori è organizzato con cura e ogni libro del tavolo da caffè raddrizzato ad angolo retto”.

Fotografia interni e chalets di montagna

chalets di montagna e decor interni

Anche quest’anno si avvicina il Natale e il mondo editoriale celebra la ricorrenza sulle principali riviste italiane ed internazionali. Tra queste Ville&Giardini che da anni dedica le sue covers e servizi al tema natalizio, alla decorazione di interni ed allo stile di montagna.

I progetti che qui presentiamo sono tutti dello studio di architetti Bernardi fondato a Cortina d’Ampezzo da Silvio Bernardi ed oggi portato avanti dai figli Jacopo e Valentina . Una tradizione familiare che si rinnova da due generazioni con lo scopo di preservare e rinnovare lo stile degli chalets ampezzani.

Il concept alla base dei progetti dello Studio Bernardi è il rispetto e la valorizzazione delle strutture esistenti, arredi fissi e mobili, di cui cura la ristrutturazione, al fine di realizzare abitazioni capaci di integrarsi nel paesaggio senza stravolgerlo.

Fascino cortinese

Il primo progetto, Ca’ Malgretes, si trova alle pendici delle Tofane le maestose montagne che dominano Cortina.

I proprietari sono stati subito conquistati dal fascino autentico e dalla grazia naturale della costruzione ottocentesca, e nel lavoro di recupero hanno deciso di mantenere il più possibile intatta la struttura originale.

L’abitazione si sviluppa su due piani: si entra direttamente nell’ampio corridoio che attraversa tutta la casa e termina nel piccolo e luminoso bovindo che si affaccia a sud con una splendida vista su tutta la valle.

Anche nella scelta dei materiali e nell’alternarsi di pareti in legno e a intonaco, si è voluto rispettare il tradizionale metodo di costruzione locale e la consulenza di Rinaldo Menardi, esperto dell’antiquariato di queste montagne, è stata preziosa per la scelta di mobili e oggetti che arredano la casa.

Magia in quota

Il secondo progetto che vi presentiamo è la rivisitazione di un appartamento già finito e caratterizzato in partenza da pareti bianche e da pavimentazione lignea. ”L’intervento ha apportato minime modifiche alla divisione esistente”, spiega Silvio Bernardi.

“Il respiro domestico generale, calibrato in ogni singolo dettaglio, tiene conto sia del prevalere degli elementi strutturali su quelli di tamponatura, sia dell’equilibrio tra la personalità del pezzo singolo e il comfort domestico: una vera casa cortinese non può non essere calda e accogliente”.

Elementi disegnati su misura oppure recuperati dall’ormai raro patrimonio storico locale, sono accostati a selezionati oggetti di design, quali le sedie di Hans J. Wegner rosso vinaccia o le lampade di Tom Dixon sul tavolo da pranzo.

Piccolo chalet

Partendo da un piano sottotetto posto in un edificio risalente agli anni 60, nel terzo ed ultimo progetto, gli architetti Bernardi sono riusciti a rinvigorire uno spazio anonimo e privo di personalità, rimodellandolo al cospetto del meraviglioso paesaggio cortinese.

Squarci generosi sul verde e sui monti circostanti, d’ampiezza pari a una parete intera, si alternano ad aperture più misurate e sottili, dando così all’abitazione un ritmo basato su effetti insieme volumetrici e chiaroscurali.

L’usuale, ordinata progressione degli ambienti è accompagnata da dettagli e materiali selezionati: legno antico, intonaco bianco a calce e resine colorate per le pareti dei bagni.Gli stessi proprietari sono intervenuti, a riprova dell’empatia tra committenti ed esecutori, nella scelta degli oggetti, dei divani e dei tessuti.

Il progetto è poi arricchito dall’accento “artistico” che si nota nei particolari: le incorniciature mosse nelle stanze da letto e la silhouette, rassicurante e benevola, dell’albero sulla parete dell’area pranzo e negli altri quadri.