Family Tradition

Su Tuscan Home & Living la dimora di famiglia dell’imprenditrice veneta Elisa Gera.

Nell’apertura del servizio l’antica facciata della casa

Tra ulivi e lavande, in mezzo ai vigneti che danno il prosecco, cedri e tantissime varietà di rose. Elisa Gera, una risata da bambina e l’ aspetto da adolescente, tutto il tempo libero che ha lo passa così, a seguire i suoi campi e il giardino della sua villa veneta nascosta sui colli sopra Conegliano. E la signora Acca Kappa, quella delle spazzole, spazzolini, saponi e prodotti da toilette. L’amministratore delegato è il presidente dell’ azienda, ma soprattutto la sua salvatrice: «È la mia passione, la mia vita, la mia storia. Non è il guadagno, non sono gli affari a tenermi incollata qui: è la soddisfazione che provo ogni giorno a vedere che sono riuscita a continuare quello che hanno cominciato i miei avi, constatare che andiamo avanti un po’ ogni giorno».

Acca Kappa è nata 152 anni fa. Nel 1869 un mercante veneziano di origini prussiane, Hans Krull, nonno della mamma di Elisa, fondò a Treviso la premiata ditta Acca Kappa. Produceva spazzole per capelli in legno di faggio e altre più preziose in ebano Makassar, o in legno di Kotibé, tutte rifinite a mano. Negli anni ’90 l’ azienda ha rischiato di veder finire la propria storia. Ed è allora che Elisa è diventata imprenditrice.

Il living con caratterizzato da travi a vista è l’ambiente preferito dalla padrona di casa

Nata a Venezia, cresciuta a Conegliano, un fratello più vecchio, Elisa è rimasta orfana a 10 anni. Anche il padre era un imprenditore, ma nel settore tessile; la mamma, invece, era una degli eredi della Krull, ma la sua era una generazione in cui le donne stavano a casa. Elisa, fin da bambina, sognava invece di fare un lavoro avventuroso. «Ho scelto il liceo linguistico, mi sembrava il modo migliore per prepararmi al mio futuro da giramondo». Voleva fare la giornalista, e dopo il diploma, ragazza bene di buona famiglia, è andata a studiare negli Usa, a alla Boston University School of Communication. Quattro anni importanti, poi un’ esperienza di lavoro a Parigi, all’ agenzia di pubblicità Thompson.

Ma a 23 anni matura la svolta: «Dell’ azienda di spazzole, nella mia famiglia, non si occupava più nessuno. Era mancato il nonno, avremmo dovuto venderla ma io ero troppo legata alla nostra storia per lasciar perdere. Avevamo e abbiamo dei dipendenti meravigliosi. Piero Guadagnin è stato il nostro direttore per più di 40 anni, era una sorta di patriarca. Sono tornata a casa e sono entrata in fabbrica». Anni mica facili: quell’ aria da eterna bambina non aiutava, c’ era per cominciare da fare una battaglia con gli altri eredi e poi c’ era tutto da imparare. Nel ‘ 96 Elisa riesce a comprare l’azienda e a diventare la numero uno. «Per fortuna ero molto giovane e molto umile. Per questo, forse, tutti mi hanno aiutato e ancora oggi io non mi sento la padrona, ma una che lavora insieme a un gruppo magnifico». Pian piano, ha dato all’ Acca Kappa la sua impronta: «Abbiamo diversificato il mercato della spazzola, che già allora era molto concorrenziale. Noi siamo molto orgogliosi di conservare tutta la nostra produzione in Italia».

In questa doppia pagina, a sinistra la cucina con il grande tavolo proveniente dall’azienda di famiglia e le sedie di artigianato veneziano; a destra la camera degli ospiti.

Con la sua filosofia ancorata al lusso di nicchia e alla rarità dei suoi prodotti di bellezza è arrivata in Giappone che è meticolosamente attento alla qualità e nel Sud Est Asiatico, fino a realizzare oggi oltre i confini nazionali il 50% del suo fatturato. Dal suo ingresso nell’impresa di famiglia è stata proprio Elisa a promuovere l’internazionalizzazione dell’azienda oggi presente in 60 paesi del mondo. In linea con questa politica glocal i progetti di sviluppo retail di Acca Kappa proseguono in Cina, India e Thailandia, oltre alla Corea dove la società aprirà una boutique nell’aeroporto di Seoul. «Dopo i consensi della nostra clientela di Singapore, delle Filippine, e soprattutto di Hong Kong, una delle nostre piazze principali, abbiamo deciso di crescere in Cina e di espanderci in India, un paese che nel beauty non è ancora così evoluto».

La rete distributiva dell’azienda attualmente conta più di 25 negozi monomarca quasi tutti localizzati in Asia: di questi la metà sono corner in department store e non mancano le boutique negli aeroporti, perché oggi per la società il business del benessere ha messo le ali viaggiando in prima classe. Oggi la strategia dell’azienda prevede una crescita ponderata, mirante a salvaguardare il posizionamento elevato del prodotto che spazia dalle spazzole alle fragranze estratte da fiori e piante squisitamente italiane, il tutto rigorosamente “made in Treviso” (la fabbrica è ancora nel centro di Treviso).

Nella doppia di chiusura del servizio a sinistra Elisa apparecchia la tavola nel vecchio patio sul retro della casa; a destra l’ingresso della casa con le ortensie in fiore..

La giornata comincia con la lettura della posta, poi ci sono le riunioni con i collaboratori, un panino a mezzogiorno, di nuovo contatti e strategie, un controllo in fabbrica, e il ritorno a casa, su per i colli di Collalbrigo. «Fino a prima di avere mia figlia viaggiavo moltissimo e restavo in azienda fino a tardi. L’arrivo di Virginia ha cambiato radicalmente la mia vita: per me è talmente è importante che fatico a dedicarmi all’altro mio grande amore, la fabbrica. Soprattutto quand’era molto piccola non è stato facile conciliare il lavoro con questo sentimento. Ho tenuto duro, ma ogni mattina lasciare la mia bambina era davvero una sofferenza. Adesso va un po’ meglio, ma solo un poco, però». «Essere una donna, non mi ha mai spaventato: credo che alla fine conti quello che uno fa. L’ unica cosa di cui ho paura è quella di non essere all’ altezza. Ma ci provo. Sempre con umiltà».

“Verde naturale” servizio fotografico di interni

A Lugo di Romagna, un piccolo appartamento cambia faccia grazie all’intervento dell’architetto Alberta Pezzele.

Pubblicato su Cose di Casa di Giugno

Nella foto di apertura il living sui toni del verde

I proprietari di questo piccolo appartamento cercavano idee per un rinnovo degli spazi e dello stile e si sono rivolti all’architetto Alberta Pezzele per una consulenza. Di nuova costruzione, l’appartamento aveva un’aria anonima con un lungo e stretto corridoio d’ingresso che portava direttamente all’angolo cottura. Era chiaro che necessitava di un “vestito su misura” che permettesse di risolvere il problema. L’idea è stata quella di realizzare una parete in legno che isolasse la cucina come una sorta di box comunicante con il soggiorno durante il pranzo e la cena ma isolabile durante il resto della giornata grazie ad un gioco di doghe scorrevoli.

Nella vista da dietro il tavolo, la cucina isolata dal living grazie alla parete in legno scorrevole

L’effetto è stato quello di uno spazio vagamente orientale, sullo stile degli interni giapponesi. I mobili sono stati disegnati dall’architetto Pezzele su misura cercando di mantenere uno stile che si accordasse con la soluzione scelta per la cucina. Un grande armadio in rovere nella camera da letto riprende il tema delle doghe; ai lati dell’armadio sono state ricavate delle mensole circolari una delle quali si allunga sopra il letto creando un appoggio per gli oggetti.

Nei due scatti, dietro al letto, il mobile disegnato su misura dall’architetto Pezzele

Per il bagno si è scelto un rivestimento in resina di Kerakoll e per la doccia una carta da parati floreale Wet System di Wall&Deco.

A sinistra il bagno con il vano doccia ricoperto da una carta da parati floreale; a sinistra il terrazzo allestito come un salotto verandato

Per quanto riguarda le foto degli interni, l’architetto Pezzele mi aveva contattato grazie ad un’amica comune. Data la distanza da Milano non è stato possibile effettuare un sopralluogo prima degli scatti e mi sono quindi preparato, come faccio di solito, per ogni evenienza di luce. L’appartamento era stato preparato appositamente per gli scatti fotografici grazie ad un sapiente lavoro di styling fatto dall’architetto stesso che ha curato personalmente ogni dettaglio.

Il servizio fotografico è durato una giornata intera, fino all’imbrunire, in modo da poter cogliere i vari ambienti nei migliori momenti della giornata. Nel pomeriggio, ad esempio la luce nella sala era completamente diversa e non avrei avuto quell’effetto di morbidezza che volevo ottenere negli scatti.

Lavorare con l’architetto Pezzele è stato molto gratificante e la pubblicazione sulla rivista Cose di Casa è stata la ciliegina sulla torta di una collaborazione che sicuramente avrà un seguito.

Nello scatto originale, la veduta del living dalla cucina
Nel dettaglio la tavola realizzata su disegno dalla falegnameria Baroni come le altre oper in legno della casa
In questo scatto un dettaglio dell’ingresso con le doghe in legno che riprendono la struttura che rivesta la cucina